Con la calibrazione dei light tramite i master (bias) dark e flat, siamo riusciti a sottrarre il rumore elettronico e ottico dai nostri light che speriamo siano colmi di segnale e dettagli fini.  Tuttavia, la nostra fatica non è finita, in quanto rimane un artefatto alquanto fastidioso, ovvero gli hot pixels e i cold pixels. Gli hot pixels e i cold pixels sono di natura non lineare e sono quindi meno prevedibili e più difficili da eliminare. Pixinsight ci viene in soccorso con un tool che si chiama CosmeticCorrection (CosCor).

I difetti dell'immagine vanno assolutamente corretti prima del processo di allineamento, in quanto il processo di integrazione, che ha lo scopo di allineare le stelle e il segnale presente nello scatto, amplificherà i problemi di ciascun light sull'immagine finale, sul nostro negativo digitale. Per questo motivo la Cosmetic Correction va fatta assolutamente dopo la calibrazione e prima dell'allineamento.

Apriamo il tool, come sempre da Process -> All Processes. 

Tramite il pulsante Add Files, aggiungiamo i light precedentemente calibrati.

Su Output Directory, scegliamo una cartella di destinazione, se vogliamo possiamo personalizzare il postfix, di default sarà _cc.

Abilitiamo Autodetect e scegliamo di rimuovere sia gli hot che i cold pixels, flaggando le rispettive caselle, tenendo i valori invariati. I valori vanno corretti qualora ci accorgessimo di avere correzzioni sulle stelle, da scongiurare assolutamente.

Clicchiamo infine su Apply Global, partirà un processo che doppierà nuovamente i nostri file nella cartella di destinazione, avremo quindi dei light calibrati e corretti.

Pronti all'integrazione dei light? Ni! Perchè Ni!? Dipende da come hai scattato le tue foto, se hai usato una camera monocromatica, allora si, nel caso avessi usato una camera astronomica OSC (OneShotColor) o una reflex, abbiamo da fare un ulteriore passaggio. O meglio, due, prima, le stelle andranno allineate e l'eventuale disallineamento ritagliato (croppato) con un crop. Pentiti di non aver usato il Weighthed Batch Preprocessing? Teniamo duro.

Bene, per avere le nostre foto a colori, diurne o astronomiche che siano, dobbiamo riuscire a registrare le diverse lunghezze d'onda che sono presenti e che sono state registrate dal nostro sensore. I pixel, di loro, si comportano come una pellicola analogica e non discriminano i colori, dobbiamo dar loro la possibilità di "specializzarsi" per riconoscere la lunghezza d'onda corretta e darci l'informazione scissa nei tre colori primari, Rosso (Red), Verde (Green) e Blu (Blue). Da qui l'acronimo, dall'inglese, RGB, che è il modello base riconosciuto internazionalmente per discernere i colori in tutti gli ambiti. Come si fa a "specializzare" il pixel (detto anche photo site) ? Si pone sopra ad esso un filtro colorato con la banda passante sul rosso, verde e blu. I filtri sono 4 e un colore deve essere doppiato, la maggior parte dei filtri di è RGGB. Vien doppiato il verde, che raccoglie quindi metà del segnale, in quanto l'occio umano è più sensibile alla lunghezza d'onda del verde e questo consente maggior realismo nella rappresentazione delle immagini.

La conversione del colore, generalmente indicata come debayering (demosaicizzazione), prende il nome dall'inventore della matrice Bayer, il defunto Dr. Bryce Bayer di Eastman Kodak. I dati sui colori a banda larga provenienti dal nostro sensore astronomico possono essere raccolti tutti in una volta e tradotti in un'immagine a colori dalle informazioni generate dalla matrice RGB Bayer. Questa conversione del colore viene eseguita automaticamente da una fotocamera reflex digitale, come evidenziato dalla visualizzazione sullo schermo del mirino di entrambi. I file, con l'informazione grezza si chiamano RAW, nel caso di CCD o CMOS astronomiche si chiamano FITS (Flexible Image Transport System) e sono uno standard nella fotografia astronomica. Nel caso dei nostri scatti, l'informazione è stata raccolta, ma dobbiamo farla interpretare al nostro Pixinsight.

Il tool di riferimento è Debayer, di Sander Pool, che troviamo sempre sotto Process -> All processes o su Process -> ColorSpaces.

Da Add Files, aggiungiamo i nostri light sottoposti a Cosmetic Correction.

Su Bayer/Mosaic Pattern dovrebbe essere sufficiente lasciare impostato Auto, in quanto i file contengono  dati della matrice di Bayer della camera di ripresa. Per sicurezza, dopo aver controllato le specifiche, potete inserire la matrice corretta, che quasi certamente sarà RGGB, la più comune e quasi universale. 

Come metodo, tenere impostato VNG. Se con la camera OSC si facesse banda stretta, si dovrebbe impostare SuperPixel, ma verrebbe scalata in dimensioni della metà. Per non avere l'immagine scalata, usiamo come algoritmo Bilinear, ma su questo, seguirà un approfondimento.

Creiamo una cartella di output, modifichiamo il postfix del file a piacimento.

Tramite il pulsante Apply Global, lanciamo il processo e PixInsight creerà nella cartella di output i nostri light debayerizzati. Tutto molto semplice.

 

 

 

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