E' arrivato il momento di effettuare uno dei processi più importanti dello sviluppo e uno di quelli in cui Pixinsight merita il prezzo dell'acquisto, ovvero la calibrazione dei colori. Per farlo si usa ColorCalibration o meglio, il più recente ed evoluto Photometric Color Calibration.

Una volta aperto, il tool ci da la possibilità di scegliere tra Broadband e Narrowband, ovvero banda larga e banda stretta. Per ora, vista la mia sola esperienza di banda larga e camera a colori, senza filtri, lavorerò con Broadband.

Più in basso, c'è l'impostazione Image Parameters, che ci permetterà, se abbiamo tutti i metadati nel file, di localizzare la zona di cielo che abbiamo fotografato. Cliccando sul bottone "Acquire from image" esso rileverà le coordinate di ascensione retta, di declinazione, l'ora di scatto, la lunghezza focale dello schema ottico e la dimensione dei pixel. Se stiamo lavorando su una immagine nuova, che ha perso i metadati, apriamo un singolo light e facciamo prendere i dati da quella immagine: senza questi il tool non farà il suo dovere, che sarà un classico Plate Solving. Volendo, si possono trovare le coordinate tramite il bottone "Search Coordinates".

Se la procedura avesse fallito, perchè abbiamo croppato l'immagine, dobbiamo "indovinare" la focale che sarà maggiore per via dei vari crop, perchè i dati dell'immagine PixInsight li prende con il presupposto che non siano stati modificati. Una volta applicato il tool, trascinando il triangolo sull'immagine, il software ci restituisce una immagine calibrata e in una finestra separata ci saranno dei grafici, che mostreranno la regolazione del blu e del rosso rispetto al verde. Solitamente il parametro saturazione, che troviamo come Saturation Threshold nel sottomenu Photometry Parameters, nel nostro caso va abbastanza bene, in quanto la gamma dinamica non altissima degli strumenti amatoriali fa si che le stelle più luminose spesso siano "bruciate" nell'intensità.

Bene, colori calibrati, ora possiamo dedicarci alla riduzione del rumore, visibile sia nella luminanza che nella cromitanza. Apriamo MultiscaleLinearTransform.

Questo tool ci mostra una tabella con dei livelli e delle scale. I livelli più bassi corrispondono a strutture più piccole, man mano che si sale, coinvolgerà oggetti sempre più grandi, ovvero insiemi di pixel che hanno una medesima intensità luminosa. Per non rovinare il segnale, non bisogna eccedere con i livelli. Con camere raffreddate, ne bastano 3, diversamente restiamo su 5. 

Per operare con questo tool, con ALT - N creiamo un'anteprima nella foto scegliendo una zona che raccolga una ampia gamma dinamica, quindi scegliendo sia fondo cielo, l'oggetto luminoso e le stelle di maggiori dimensioni. Selezioniamo l'anteprima, clicchiamo Noise Reduction su ogni livello e dal sottomenù Threshold (soglia) possiamo modificare l'intensità dell'intervento, mentre la trasparenza si regola su "amount" e il numero si volte in cui applicare il processo, si regola su Iterations. Questo, va fatto per ogni livello!

Per proteggere meglio invece gli oggetti del nostro scatto, flagghiamo e apriamo il sottomenu Linear Mask. 

Il tool applica istantaneamente una maschera, con il flag su "preview mask" ci aprirà anche una finestra con la maschera applicata, dove le zone nere son quelle protette, mentre quelle bianche riceveranno l'intervento. Aumentando il valore di "amplification" si regola la precisione della maschera che vogliamo ottenere, mentre con "smoothness" se ne regola la sfocatura. Chiudiamo le finestre delle preview, applichiamo con il triangolo l'intervento e facciamo un ulteriore STF. Volendo, possiamo fare un altro passaggio di DBE.

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