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Supponiamo che una mega tempesta solare una sera ci regali delle fantastiche aurore fino alle nostre latitudini.. anzi no, fino all'equatore! Questo spettacolo incredibile, passato lo stupore per la bellezza del fenomeno, lascerà dei seri strascichi nella nostra vita di tutti i giorni, i gps non funzioneranno e l'ondata di particelle cariche provenienti dal sole ha "cotto" l'elettronica, lasciandoci in "silenzio". Il campo magnetico terrestre non ci ha protetto.

Bene, dati questi avvenimenti da scenario post apocalittico che adoro, come facciamo ad orientarci in un pianeta dove non funzionano più i satelliti, i pc, gli smartphone, internet e tutto quello che concerne le apparecchiature elettriche ed elettroniche in generale?

Finalmente, saremo costretti ad alzare gli occhi al cielo sia di giorno ma soprattutto di notte e complice il buio autentico, non inquinato dalle luci artificiali, avremo modo di notare tanti fenomeni che nella nostra frenesia quotidiana ci siamo scordati di ammirare.

Il Sole, per esempio, vediamo che sorge da una parte e tramonta dalla parte opposta. Da est ad ovest, anzi da oriente ad occidente. Lo vediamo correre formando una parabola in cielo che raggiunge il suo culmine verso sud,  a "mezzogiorno", per poi declinate e lasciare spazio alla notte.

La Luna, nostro unico faro notturno degno di nota, pur nel suo variare le fasi, percorre anch'esso un percorso, simile a quello del sole, ed è accompagnato dagli unici puntini luminosi che nella notte non brillano di luce tremolante ma di una fiera luce fissa e vagano nel cielo.      Questi "vagabondi", sono i pianeti.

Altri due riferimenti importanti sono lo Zenit e l'orizzonte.

Se guardiamo esattamente sopra la nostra testa, ecco individuato lo Zenit.

Lo Zenit punto in cui la verticale rispetto all’osservatore incontra la sfera celeste ed è perpendicolare rispetto al piano dell'orizzonte. Ad esso è  diametralmente opposto il Nadir.

In Astronomia, lo Zenit è utile per definire equinozi e solstizi, infatti:

  • durante i solstizi, il Sole è allo Zenit ai tropici, ovvero ai paralleli di latitudine 23°26'16" N e S, corrispondenti all'inclinazione dell'asse terrestre. In particolare, il Sole è allo Zenit a Giugno al Tropico del Cancro mentre è allo Zenit a dicembre al Tropico del Capricorno.
  • durante gli equinozi, il Sole è allo Zenit all'equatore.

 

orizzonte apparente celeste

Dritto davanti a noi e perpendicolare rispetto allo Zenit avremo l'orizzonte, che è la linea immaginaria che separa cielo e terra. Più è alta la posizione dell'osservatore, maggiore sarà la pozione di orizzonte che vedremo. Questo si chiama orizzonte sensibile.

In maniera più rigorosa, possiamo immaginare un'altra definizione di orizzonte, ovvero l'orizzonte apparente, che è dato dal piano orizzontale che tocca la superficie terrestre nel punto in cui si trova l'osservatore.

Visto e considerato che rispetto al resto dell'Universo la Terra è una porzione infinitesima, possiamo considerare la Terra puntiforme, per cui convenzionalmente, si può dire che l'osservatore si trovi al centro della Terra.

Questo non comporterebbe un errore nella misura dell'altezza degli astri? Si, ma è trascurabile, nell'ordine del milionesimo di primo per la stella più vicina e sensibile, nell'ordine di qualche primo di grado, solo per i corpi più vicini (Sole, Luna, Marte e Venere.) 

L'orizzonte celeste è la linea di intersezione della sfera celeste sul piano passante per il centro della Terra e perpendicolare all'asse verticale tra il centro della terra e l'osservatore. L'orizzonte celeste è anche detto orizzonte astronomico.

Che dire delle stelle? Se ci addormentiamo d'estate ammirando la costellazione di Ercole, al nostro risveglio, qualche ora dopo, scopriremo che si è spostata.. e il grande carro, il famoso asterismo della Costellazione dell'Orsa maggiore, insieme a Cassiopea, sta compiendo un vorticoso girotondo e se stiamo bene attenti con lo sguardo volto in quella direzione, noteremo che tutte le stelle ruotano, eccetto una. Lei, Polaris, l'attuale stella polare, che a ben vedere, è un sistema stellare di tre stelle, ma serve il telescopio Hubble per accorgersene!

 

Polaris a è la nostra stella polare, la stella attorno a cui tutto ruota, nell'emisfero Boreale e indica il nord, questo lo sappiamo fin da bimbi e il cielo, visto dalla nostra prospettiva terrestre, sembra una sfera punteggiata di stelle. Ed ecco il nostro primo punto di riferimento.

Sappiamo che la terra è sferica (!!!), sappiamo che il suo asse, la linea immaginaria che passa dal centro del Polo Nord al centro del Polo Sud, è inclinato di 23°27' rispetto alla perpendicolare al piano dell'eclittica e della medesima distanza angolare è conseguentemente inclinato l'equatore.

Ora, se proiettiamo sulla sfera celeste l'asse terrestre, vedremo che lo incontra a Nord nei pressi della stella Polare (polare significa "perno"), nel Polo Nord Celeste e a Sud nel Polo Sud Celeste, che si trova prolungando di 4 volte e mezzo l'asse maggiore della costellazione Croce del Sud.

 

I Poli Celesti sono i due punti diamentralmente opposti individuanti dall'intersezione dell'asse di rotazione terrestre sulla sfera celeste.

Se invece estendiamo la linea immaginaria che divide il Pianeta nei due emisferi Australe e Boreale, otteniamo l'equatore celeste, che possiamo definire nella seguente maniera:

L'Equatore Celeste è il cerchio massimo proiettato sull'immaginaria sfera celeste, ricavato intersecando l'equatore terrestre con la volta celeste.
L'equatore celeste è inclinato di circa 23° 27' rispetto al piano dell'eclittica, riflettendo l'uguale inclinazione dell'asse di rotazione terrestre.

La proiezione sulla sfera celeste dei meridiani e dei paralleli terrestri determina i rispettivi meridiani e paralleli celesti.

La Terra impiega un anno, nel suo moto di rivoluzione intorno al Sole, per tornare esattamente nella medesima posizione, in un percorso apparente chiamato eclittica.

L'eclittica è il percorso apparente che il Sole compie in un anno rispetto allo sfondo della sfera celeste. Si tratta dell'intersezione della sfera celeste con il piano geometrico, detto piano eclittico o piano dell'eclittica, su cui giace l'orbita terrestre.

Il piano dell'eclittica apparentemente attraversa le 13 (o 12) costellazioni dette zodiacali, per cui il Sole, nel suo moto di rivoluzione, sembra spostarsi attraverso di esse. La posizione del Sole al suo rispetto alla costellazione sullo sfondo determina, in astrologia, il segno zodiacale di chi nasce in quel giorno.

zodiaco 13 costellazioni

Punto Vernale

Bene, ora che conosciamo le nozioni di equatore celeste e di eclittica, se le rappresentiamo, possiamo notare che i due piani si intersecano in due punti.

Questi due punti sono chiamati punti equinoziali

Il primo punto, che si chiama punto vernale, punto d'Ariete o punto Gamma (γ) si ha quando il sole, intorno al 20-22 marzo, si trova nel punto d'intersezione che determina l'equinozio di primavera.

Viene chiamato punto d'Ariete perchè circa 2000 fa, in corrispondenza dell'equinozio di primavera, il sole si trovava nella costellazione dell'Ariete. Oggi si trova invece nella costellazione dei Pesci e tra circa 2700 anni si troverà nella costellazione dell'acquario.

Questo punto è particolarmente importante in quanto in sua corrispondenza si ha il meridiano fondamentale (coluro equinoziale) del sistema di coordinate equatoriali. 

Opposto al punto Gamma , abbiamo il punto equinoziale chiamato Punto dell Bilancia o Punto Omega (ω) che invece determina l'equinozio d'autunno, intorno al 22/23 settembre.

 

Quando il Sole si trova nei due punti equinoziali, la retta Terra - Sole è perfettamente perpendicolare all'asse terrestre e in tale circostanza la notte e il giorno hanno la stessa durata in ogni punto della Terra.