Casa lavoro abbandonata

Casa Lavoro abbandonata

Questa è una di quelle esplorazioni che ogni urbexer spera di non far mai legalmente.. anche se la linea rossa che divide legale ed illegale è estremamente sottile! Di un manicomio puoi vedere una mostra ambientata, ma un carcere.. sarebbe meglio non frequentarlo!
Ebbene si, questa volta andiamo a visitare un carcere, più esattamente una casa lavoro.. ma che cos'è?
Le case lavoro o colonie agricole, a seconda della tipologia di attività artigianale o agricola che vi si svolgeva, sono luoghi in cui vengono internate le persone che, ritenute da un giudice socialmente pericolose, trascorrono le giornate svolgendo una attività lavorativa. Ammesso che ci sia lavoro, perchè poteva succedere che non ci fosse da fare o gli internati, malati psichici, fossero ritenuti inadatti al lavoro.
Istituite in epoca fascista, nel 1931 con il Codice Rocco, possono ospitare delinquenti abituali, professionali o di tendenza e dovrebbero avere scopo rieducativo, ma spesso furono usate come misura detentiva per persone che, anche senza più pericolosità sociale, a causa delle loro infermità e della mancanza di rete sociale, non avevano persone che se ne prendesso cura.
Nella nostra esplorazione abbiamo incontrato una struttura in degrado, che tuttavia potrebbe essere recuperata, infatti è candidata ad ospitare degli uffici pubblici della città in cui è situata.
Questa struttura risale agli inizi del 1800, ma è stata completamente ammodernata per adattarsi allo scopo, l'unica parte dell'edificio storico si nota nella cappella, dove son rimaste colonne e il soffitto con gli archi a sesto acuto e nel cortile interno, con archi a tutto sesto che ne contornano il perimetro.
Una prima parte dell'edificio presenta gli uffici direzionali, man mano che ci si addentra si trovano le celle, più grandi o più piccole, senza alcun arredamento, rimangono solo i fissaggi a pavimento dei letti e degli armadietti. 
Sopravvive qualche disegno e si trovano attaccati al muro numerosi pezzi di giornali, dove i temi ricorrenti sono le donne nude e la passione calcistica, anche se curiosamente troviamo numerose immaginette religiose.
Le porte e le finestre con le sbarre, gli stretti corridoi e la poca luminosità degli ambienti mettono una certa ansia, anche il cortile in cui presumibilmente si faceva l'ora d'aria contornato dai camminamenti di ronda e le guardiole non rendevano di certo piacevole l'esplorazione. Di tracce della parte lavorativa della struttura, non ne ho trovate.
Nel 2012, quando il precario edificio venne chiuso e i reclusi trasferiti in altre strutture a causa della dichiarazione di inagibilità dell'edificio, erano ospiti 63 internati su una capienza di 67, tutti uomini, meno del 10% stranieri, 25 persone fuori in licenza o occupate in progetti di reinserimento sociale, 4 lavoranti all'esterno in cooperative sociali o con borse lavoro del Comune. Gli altri internati venivano occupati in lavori domestici o in tipografia ma solo per un terzo del tempo, con retribuzioni medie mensili di 220 euro.
Questi istituti non vennero veramente vissuti per la loro funzione di rieducazione e inserimento nel mondo del lavoro e della società civile. Proprio per questo, le case lavoro furono oggetto di critiche e polemiche, ma rimangono presenti nell'ordinamento giuridico nonostante di istituti ne rimangano sempre meno. La principale problematica constava nel fatto che, dal momento che la misura detentiva potesse essere prorogata anche in assenza di reato ma con la presenza di pericolosità sociale, anzichè una rieducazione, la presenza nelle strutture diveniva piuttosto una sorta di ergastolo sotto mentite spoglie.
Nel 2012, erano solo 4 e ora non ne esistono praticamente più: l'unica di cui sono a conoscenza è quella di Vasto, una casa lavoro, mentre la colonia agricola di Is Arenas in Sardegna è diventata casa circondariale.
Ora, la parola alle immagini.

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Citazione
La realizzazione dell'esplorazione  e delle immagini NON è esente da pericoli e da insidie, consiglio di NON visitare i luoghi in quanto a rischio infortuni per crolli e condizioni igieniche precarie degli edifici. E' sufficiente seguire questa pagina, serve a trasmettere un po di conoscenza e di magia, con la speranza che questi brevi reportage riescano, toccando le giuste corde, a far si che questi luoghi vengano recuperati e valorizzati.
Per la realizzazione delle immagini NON è stato infranta la legge 614 CP e nessun'altra legge, in quanto il luogo NON è abitato, adibito ad attività ed utilizzato. Non è stata commessa effrazione in quanto, come documentabile in rete, del medesimo luogo è stata in precedenza acquisita altra documentazione, in quanto liberamente accessibile.

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