Villa Vecchi

E' una delle tante vittime dei terremoti, specialmente di quello del 2012. Le ferite che riporta la rendono affascinante e terrificante, un'esplorazione con molta ansia, anche se ripagata dalla bellezza della struttura e degli affreschi che vi sono all'interno.Questa è Villa Vecchi, anticamente detta Malavasi, la cui costruzione risale alla fine del XVIII secolo, più precisamente al 1790. A costruirla fu la famiglia Malavasi, la stessa di cui si ricordano Gaetano, compagno rivoluzionario di Ciro Menotti che lottò nei moti insurrezionali del 1830 e Ludovico, che invece progettò il primo municipio di San Prospero. Fu acquistata dalla famiglia Vecchi nella prima metà del '900.L'ingresso non è difficile, di fianco al cancello, non c'è muro, non c'è rete, si entra direttamente nel giardino. Un cartello informativo del comune ne racconta la storia, segno che poteva essere in previsione il recupero.Una fila di alberi di alto fusto delimita il giardino dalla strada, all'interno c'è quello che rimane di un giardino all'inglese, che ormai ha preso il largo e il disordine prevale sul disegno. Una fontana si erge davanti alla Villa, il cui grosso portone è completamente spalancato.La villa ha una pianta con una forma ad U, che è chiusa nella parte posteriore da un sottile diaframma terrazzato con funzione di accesso, tipico dell'edilizia nobiliare modenese, come ad esempio si trova in Casa Tassoni (ora Solmi) in piazza della Pomposa a Modena. Si crea quindi un cortile interno, totalmente invaso dagli alberi, con una fontana in cui spicca una statua di Flora.Appena varcata la soglia, ci si accorge delle condizioni di estremo degrado della costruzione. Il pavimento è stato asportato, come si capisce dalle colonne alla cui base c'è un discreto scalino di una ventina di centimetri buoni. L'ala sinistra della Villa riporta dei crolli, si intuisce chiaramente che è crollata la scala che portava al primo e secondo piano. Dall'ala destra invece ci si imbatte in uno scalone imponente, molto caratteristico, decorato con stucchi. Al piano superiore ci sono numerose stanze, purtroppo in stato piuttosto precario, con crepe strutturali notevoli che rendono l'esplorazione rischiosa, che è stata fatta in punta di piedi e in maniera rapidissima. Soffitti e pareti finemente decorate ma che riportano i segni dell'abbandoni, cannicciati che pendono e pavimenti avvallati fanno presagire che i crolli proseguiranno se non ci sarà un tempestivo intervento di recupero. Passato il primo salone e una seconda stanza, troviamo un bagno dove troviamo un cartellone gigante con un menu. Scoprirò poi cercando sul web che il giardino e il piano inferiore della Villa furono utilizzati per ospitare la Festa dell'Unità del paese.Oltre, una stanza che sembra un'anticamera, con dei splendidi affreschi e una citazione in latino: "ne pereas vide in hoc speculo quod eris"L'esplorazione finisce qui, sarei voluto andare sul terrazzino sul retro della casa, ma era già stato un notevole azzardo spingermi fin la con l'attrezzatura fotografica.. Alla prossima esplorazione! #norditalia #villastorica #affreschi Ne pereas vide in hoc speculo quod eris. Da una stanza della Villa La realizzazione dell'esplorazione  e delle immagini NON è esente da pericoli e da insidie, consiglio di NON visitare i luoghi in quanto a rischio infortuni per crolli e condizioni igieniche precarie degli edifici. E' sufficiente seguire questa pagina, serve a trasmettere un po di conoscenza e di magia, con la speranza che questi brevi reportage riescano, toccando le giuste corde, a far si che questi luoghi vengano recuperati e valorizzati.Per la realizzazione delle immagini NON è stato infranta la legge 614 CP e nessun'altra legge, in quanto il luogo NON è abitato, adibito ad attività ed utilizzato. Non è stata commessa effrazione in quanto, come documentabile in rete, del medesimo luogo è stata in precedenza acquisita altra documentazione, in quanto liberamente accessibile.

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